Quasi un centinaio tra semplici appassionati, operatori linguistici e intellettuali ritrovatisi nella sala principale del Villino Ricci nel centro di Sassari, hanno vivacizzato un convegno, organizzato dall’Istituto Camillo Bellieni, che intendeva mettere il punto su 50 anni di politica linguistica in Sardegna. Ma non è stata fatta soltanto una cronistoria, nonostante i relatori, chi nelle vesti di studioso, chi come protagonista in prima persona dei fatti, coprissero l’intero arco cronologico in questione.
Assenti patetici e pasciuti toni celebrativi non poteva non essere al centro dell'attenzione l’infuocata querelle che ha visto fronteggiarsi questa estate il Comitadu pro sa Limba Sarda e l’Università di Sassari.
E dunque gli interventi dell’Assessore Sergio Milia e del Rettore Attilio Mastino non sono stati semplici momenti di contorno. Il primo ha stupito tutti per la tenacia e la volontà di non mancare all’appuntamento. Annunciato come assente in un primo tempo (i saluti inaugurali sono stati portati dal suo segretario, il professor Antonello Sassu), causa impegni istituzionali in Scozia, Milia è saltato sul primo aereo per la Sardegna e ha raggiunto il convegno. Ha ribadito la bontà del Piano Triennale e annunciato futuri investimenti, ma ha manifestato pure un sentimento di ammirazione misto a invidia per quanto si fa laddove esistono battaglie per le lingue minoritarie, citando esplicitamente il gaelico relativo al luogo dal quale era reduce. Quando gli è stato ricordato come la lingua sarda sia praticamente inesistente nei media istituzionali, ha preso precisi impegni con la sede regionale della Rai. Che l’argomento ruoti, in fondo, al riconoscimento istituzionale è cosa alla quale il Rettore non si è affatto sottratto. Con una padronanza della lingua sarda che ha meravigliato (a memoria d’uomo non si ricorda un discorso pubblico fatto in sardo da un Rettore!) il pubblico, il professor Mastino, dopo aver usato parole di elogio per questa occasione di dibattito, ha espresso il vivo desiderio che continui il dialogo e l’incontro tra le parti, che porti certamente a un ridimensionamento dei toni, ma pure alla risoluzione tramite un’intesa. Percorso condiviso, non fosse altro che proprio l’Università di Sassari, come ha ricordato Michele Pinna, è istituzione che porta fin dalla sua nascita i segni della battaglia per la lingua sarda nazionale: nata sotto la spinta di intellettuali sassaresi come Sambigucci, Fontana e Araolla fu, nei loro intendimenti, uno strumento culturale da opporre al dominatore spagnolo, per arricchire e magnificare la nostra lingua (come recita l’introduzione dell’Araolla stesso al suo poema, distribuito in volume al pubblico presente). È un problema dunque delle classi dirigenti della Sardegna, ha continuato Pinna. Anzi il problema per eccellenza a detta di Mario Carboni. Che ha raccolto il testimone, in senso cronologico, da Antonio Canalis, segretario benemerito del Premio Ozieri, che nella relazione che ha introdotto il dibattito, ha parlato di quello che è il primo tentativo di veste istituzionale della lingua sarda. Carboni non si è limitato alla rammemorazione da spettatore attivo dell’epoca de “Su Populu Sardu” movimento e giornale da lui fondati negli anni Settanta, quanto ha ribadito una volta per tutte (qualora ce ne fosse ancora bisogno) che la questione è unicamente politica.
Il bilinguismo, la pari dignità istituzionale del sardo con l’italiano è un elemento imprescindibile per la sovranità politica dei Sardi. I nemici in fondo sono quelli di sempre, i referenti delle centrali romane (dalle quali ruotano prebende e carriere) che intorbidano le acque della questione. Le pagine di alcuni intellettuali che si possono leggere su riviste come “Ichnusa” nella metà degli anni 80, sono le matrici alle quali gli avversari della lingua sarda ancora suggono: “valorizzazione non istituzionalizzazione, improponibilità del bilinguismo poiché si ha una miriade di dialetti e si è in assenza di uno standard”, scriveva allora un’intellettuale della sinistra sarda. Niente di più falso risponde Giovanna Tuffu, barbaricina direttrice dello Sportello Linguistico della Provincia Gallura. Barbagia e Gallura, regioni distanti, quasi opposte solo in chi vuole continuare ad avere gli occhi coperti dai prosciutti: “ho raggiunto un risultato soddisfacente adottando una metodologia che non mettesse in contrapposizione la lingua sarda col dialetto gallurese, trattasi di metodologia e di approccio, e in questo caso la Lsc è la soluzione migliore”. Concetto fortemente ribadito dagli altri operatori degli sportelli linguistici, guarda caso provenienti da ogni parte dell’isola: Ogliastra, Logudoro, Campidano. Tutti di fronte a difficoltà iniziali brillantemente superate: “ma una limba comuna, uno standard in Sardegna c’è sempre stato” ha esordito l’arzanese Ivan Marongiu “gli ogliastrini si spingevano, per ragioni di lavoro, nel campo della pastorizia, sia a sud che a nord, era inevitabile che elaborassero uno standard per farsi capire!”. Una dichiarazione che riduce a banalità tutta una serie di disquisizioni, ammantate di pleonasmi filologici e glottologici, che hanno accompagnato le polemiche di questa estate. Ma pure un esempio di professionalità che è un vero e proprio pugno nello stomaco per la distratta e retorica politica sarda, pronta a roboanti formule e a battagliere dichiarazioni: se si vanno a vedere i curricula di questi giovani operatori (“missionari” li ha definiti un entusiasta Angelino Tedde) ci si accorge che sono tutti muniti di laurea e specializzazione nei diversi campi del conoscere. Una nuova generazione di intellettuali di cui la politica sarda stenta ad accorgersi. Forse con meno visibilità di quella precedente, di cui ha portato testimonianza Francesco Casula (una generazione, per dirla con le sue stesse parole, capace di mobilitare e diventare gruppo di pressione nello stantio scenario della Sardegna di allora). Ma che ha notevoli prospettive di miglioramento, poiché ormai, totalmente estranea alle contraddizioni della dialettica città-campagna sulla quale per secoli la cultura e la lingua sarda sono rimaste impigliate. Come affermava Antonello Satta. E a ricordare questo intellettuale, ormai quasi totalmente dimenticato, ci ha pensato Alberto Contu. Intellettuale scomodo, dis-organico, come amava definirsi, in lotta perenne con le organizzazioni partitiche e le consorterie accademiche. Fu lui, da funzionario regionale, a suggerire il canale giusto per quella “Legge di iniziativa popolare per il bilinguismo” che partì negli Anni Settanta e arrivò, attraverso un cammino tortuoso, sui banchi del consiglio regionale, trasformata in proposta di legge dal gruppo consiliare sardista e poi sonoramente e vergognosamente bocciata dagli alleati socialcomunisti, “con un furente Francesco Puligheddu che urlava, vigliacchi!, al loro indirizzo” come ha ricordato Planetta. Destino ha voluto che Puligheddu venisse a mancare proprio nelle ore mattutine in cui si svolgeva il convegno.
Non si è fatto il processo alle intenzioni, gli interventi sono stati franchi e aperti, col massimo di sincerità possibile. Perché, a dispetto di quello che si può pensare, questo è ciò che è apparso anche dai rappresentanti delle istituzioni, assessorato e università. Certo è che sono finiti i tempi delle mediazioni continue che si traducono sempre in congiunzioni avversative, delle mostruosità giuridiche e del baratto beduino perché, per riportare una battuta di Mario Carboni, “prima di accettare, vedere cammello!”.
VIDEO
Michele Pinna
https://www.youtube.com/watch?v=ZNKAeb0yRSY
Efisio Planetta
https://www.youtube.com/watch?v=OBnNV932SnA&context=C34bce0dADOEgsToPDskKleVnRF7mDp_dlmYP-OkHa
Diego Corraine
https://www.youtube.com/watch?v=lMnYa1kjQBM&context=C37ba601ADOEgsToPDskJuSqX3v72JSyTjR9zZitiz
Mario Carboni
https://www.youtube.com/watch?v=VmzCwInG2zg&feature=related
Francesco Casula
https://www.youtube.com/watch?v=pVd-XOPgmYA&feature=related
Giovanna Tuffu
Alberto Contu
https://www.youtube.com/watch?v=_x-PMTXlTcc&feature=related
Daniela Masia
https://www.youtube.com/watch?v=I1U4DxEUBxM&feature=related
Anna Maria Tavera
https://www.youtube.com/watch?v=xJPU_lf3TB0&context=C38ff9eaADOEgsToPDskID0jpNZNyG8rryMqD5aRIN
Maria Teresa Murgioni
https://www.youtube.com/watch?v=pH4aBp4pAW8&feature=related
Luca Piroddi
https://www.youtube.com/watch?v=acWpFEFboZI&feature=related
Francesco Cheratzu
https://www.youtube.com/watch?v=mr7M7Vdmyt8&context=C3ea649fADOEgsToPDskJK7HapqvonLhcXfec5ndeu
Adriana Cocco
https://www.youtube.com/watch?v=Fu2y1-h2s5A&context=C3f93d00ADOEgsToPDskIpoRFeQDZCKTXrWjHEbtUk
Da "Sardies TV"
https://www.youtube.com/watch?v=CRe10ae1JUc&feature=related
RASSEGNA STAMPA
Da "La Nuova Sardegna"
Da "Sardies"
Dal sito del Prof. Angelino Tedde:
Dal sito "Sassari Notizie"
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