Storie ordinarie di un carrozzone che fa acqua....
Beh, la vicenda ABBANOA è molto complessa, ed è difficile per l’osservatore esterno o l’utente finale del servizio percepire in tutta la sua gravità le dimensioni del disastro; purtroppo, il continuo e progressivo aumento dei costi della bolletta idrica per gli utenti sardi è in realtà solo la punta emersa dell’iceberg;
il costo economico e sociale per i sardi di tutta l’operazione ABBANOA Spa, pilotata dalla sinistra, è enorme ed è ancora tutto da calcolare, e credo che sarà uno dei non facili compiti della prossima legislatura regionale.
Per arrivare a capire quale è stato finora il costo effettivo per la popolazione sarda dall’avvento di Abbanoa Spa, all’aumento notevole del costo delle bollette (a proposito, in sordina è stato introdotto un altro ulteriore aumento del 4%, con effetto dal 1° gennaio 2009) bisognerebbe sommare anche altri costi, non immediatamente evidenti, ma che comunque sono (e saranno) a carico della collettività dei sardi:
- La dispersione del patrimonio umano e professionale (fatto anche di sacrifici personali e di risultati sul campo eccezionali ed impensabili, in relazione ai contenuti mezzi a disposizione) di circa 500 ex dipendenti dell’ESAF, l’Ente Regionale che per circa 50 anni ha avuto il compito difficilissimo di portare l’acqua in qualunque angolo della Sardegna, a prescindere dalle dimensioni dei centri serviti; ed il tutto con una tariffa di tipo sociale, molto più bassa dell’attuale.
- Il costo non indifferente del Consiglio di Amministrazione, che per di più è composto da persone che non sono esattamente dei guru del management (ad essere buoni). Il Presidente, che è l’unico tecnico, è espressione della Regione ed i Consiglieri eletti dai Comuni sardi sono politici puri, quasi tutti espressione della sinistra (Cabrasiani, più esattamente).
- I danni provocati da uno staff manageriale impreparato ed inadeguato, infarcito di nozioni da manuale di marketing aziendale di stile pseudo-bocconiano, ma in realtà avulso dalla realtà aziendale e territoriale della nostra Isola.
- Gli enormi debiti accumulati dalla Società, finora non esattamente quantificati, che prima o poi dovranno essere saldati (ovviamente a spese degli utenti e dei Comuni).
- Il lento, ma inesorabile degrado degli impianti, trascurati da una gestione tecnicamente inidonea e comunque priva di mezzi finanziari per programmare anche la minima manutenzione conservativa delle opere.
Del resto non si può certo tacere del crescente e generalizzato calo di efficienza del servizio idrico, testimoniato dalla continua presenza negli organi di stampa di proteste di cittadini e di sindaci, che continuamente ABBANOA Spa pretende di giustificare con lo start-up aziendale (ma ormai la Società ha quasi quattro anni di vita!) o con i debiti pregressi degli Enti o Società che sono stati fusi per consentire la sua nascita; ne si può tacere dei disagi patiti dai fornitori della Società, che si vedono retribuiti i loro servizi o le loro forniture con ritardi biblici; tra questi fornitori di beni e di servizi vi sono numerose imprese ed officine artigianali sarde che ormai rischiano il tracollo a causa di questi ritardi nei pagamenti.
La stabilizzazione di un elevato numero di precari (ormai la Società veleggia verso circa 2.000 dipendenti diretti) è solo una sfaccettatura (e forse l’unica veramente positiva, in un periodo di forte crisi economica e di aziende che chiudono i battenti) del complesso rapporto Società/dipendenti, che è caratterizzato da forti tensioni; forse siamo in presenza di un caso più unico che raro di una Società che è riuscita con i suoi comportamenti di stile padronale ad inimicarsi (insieme alla maggior parte degli utenti e dei sindaci) praticamente tutti i suoi dipendenti, da quelli “storici” appartenenti alle Società che sono state fuse per crearla, a quelli neo-assunti, che in teoria avrebbero dovuto essere i principali sostenitori di ABBANOA Spa.
Non va poi trascurato il danno di immagine e culturale a tutta la Sardegna derivante dal fatto che l’insipienza e l’arroganza della politica è riuscita a trasformare quella che era una straordinaria opportunità dal punto di vista della unione e della solidarietà della comunità isolana (ABBANOA Spa è la prima società composta da praticamente tutti i Comuni della Sardegna per amministrare un bene comune) in una iattura per la popolazione, percepita ormai dagli utenti come l’ennesimo (carissimo) carrozzone politico imposto da una politica ostile e vessatoria.
Insomma, c’è molto lavoro in questo campo per la prossima maggioranza in Consiglio Regionale!!!
Domenico Calaresu
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