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Quaderni dell'Istituto Bellieni

Abbojos

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Quaderni dell'Istituto Bellieni
copertina libroLa poesia di Gian Paolo Bazzoni e la prosa di Palmiro De Giovanni in sassarese, il romanzo di Benvenuto Lobina in campidanese, la poesia di Predu Mura, di Giovanni Maria Cherchi, di Antoninu Mura Ena, di Ignazio Delogu, i racconti di Bonaria Mazzone in logudorese e i poeti popolari galluresi curati da Giulio Cossu e Franco Fresi, rappresentano la tendenza pluralistica e la vocazione territoriale della scrittura sarda nelle sue molteplici varietà. Scrittura di memoria, di luoghi e di vissuti, ma anche di prospettiva e di speranza, immersa nel tessuto antropologico della società sarda, consapevole dei mutamenti e delle vicende storiche entro le quali gli attori del teatrum mundi si muovono, ed allo stesso tempo proiettata verso orizzonti creativi che travalicano i confini delle specifiche vicende territoriali, in un sentire che li accomuna agli uomini dell'universo.
 

Il sardo a scuola

Quaderni dell'Istituto Bellieni
copertina libroIn questo volume si pubblicano gli atti del convegno "L'insegnamento del sardo nelle scuole tra ricerca linguistica e questioni didattiche", promosso dall'Istituto di studi e ricerche Camillo Bellieni e svoltosi a Sassari il 26 Marzo del 2004, con il parziale contributo della Regione autonoma della Sardegna, Assessorato della Cultura e Pubblica Istruzione, ai sensi della L:R: 22.01.1990 n. 1 art. 60, annualità 2003. Le relazioni, svolte da studiosi del mondo universitario, da insegnanti della scuola dell'obbligo, da funzionari della pubblica amministrazione, hanno evidenziato aspetti della ricerca linguistica in atto, hanno problematizzato alcune delle questioni inerenti l'insegnamento a scuola della lingua sarda nel contesto di un insegnamento plurilinguistico e pluriculturale, del suo uso negli uffici comunali, provinciali e regionali, unitamente agli aspetti giuridici e normativi riguardanti la tutela e la valorizzazione delle lingue minoritarie, fino alle azioni del Ministero dell'Istruzione e della ricerca scientifica a seguito della legge statale n. 482 del dicembre 1999.
 

Angelo Castellaccio

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Quaderni dell'Istituto Bellieni
copertina libroIl processo di globalizzazione dell'economia e dell'informazione in cui ci troviamo immersi comporta la progressiva scomparsa dei tratti caratteristici delle società che ne fanno parte integrante, il graduale venir meno delle specificità identitarie di ogni società che ne è componente. In tale situazionne per chi non dispone di risorse economiche, politiche o militari che consentano di primeggiare e governare il processo di cambiamento in atto, unico rimedio per non perdere in questo nebuloso amalgama le proprie caratteristiche originali è il ricordo delle patrie virtù, le conservazione e valorizzazione dei principi fondanti, la salvaguardia delle proprie radici e tradizioni, della propria lingua, ed in definitiva della propria cultura e di quanto concorre alla definizione della propria identità. In questo senso, ai fini del recupero e ricordo dei valori che costituiscono l'identità sarda, utile appare lo studio dell'esempio lasciatoci da alcuni personaggi che diacronicamente hanno contraddistinto la cultura isolana: Giovanni Spano, Camillo Bellieni, Dionigi Panedda, cui va aggiunto Marco Tangheroni che, pisano di origine, ha vissuto e insegnato a lungo in Sardegna, contribuendo come pochi a far riconoscere ed assegnare alla storia isolana un prestigio ed una dignità di alto spessore istituzionale e culturale.
 
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