Il processo di globalizzazione dell'economia e dell'informazione in cui ci troviamo immersi comporta la progressiva scomparsa dei tratti caratteristici delle società che ne fanno parte integrante, il graduale venir meno delle specificità identitarie di ogni società che ne è componente. In tale situazionne per chi non dispone di risorse economiche, politiche o militari che consentano di primeggiare e governare il processo di cambiamento in atto, unico rimedio per non perdere in questo nebuloso amalgama le proprie caratteristiche originali è il ricordo delle patrie virtù, le conservazione e valorizzazione dei principi fondanti, la salvaguardia delle proprie radici e tradizioni, della propria lingua, ed in definitiva della propria cultura e di quanto concorre alla definizione della propria identità. In questo senso, ai fini del recupero e ricordo dei valori che costituiscono l'identità sarda, utile appare lo studio dell'esempio lasciatoci da alcuni personaggi che diacronicamente hanno contraddistinto la cultura isolana: Giovanni Spano, Camillo Bellieni, Dionigi Panedda, cui va aggiunto Marco Tangheroni che, pisano di origine, ha vissuto e insegnato a lungo in Sardegna, contribuendo come pochi a far riconoscere ed assegnare alla storia isolana un prestigio ed una dignità di alto spessore istituzionale e culturale.
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