Antonio Sanna, il tributo in memoria dell’illustre intellettuale

Antonio Sanna, il tributo in memoria dell’illustre intellettuale
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Un memorial commovente e partecipato

Bonorva, 31 luglio 2021 –  h 18.30 Sala Consiliare Valentino Fozzi

Sono tanti gli aspetti che contraddistinguono la figura di Antonio Sanna e che sono emersi  sabato 31 luglio a Bonorva in un incontro molto partecipato, organizzato grazie alla volontà e assieme all’Amministrazione comunale di Bonorva,  in collaborazione con la Proloco, a quarant’anni dalla scomparsa di questo bonorvese illustre classe 1918.

Dopo i saluti di apertura dell’assessora alla Cultura Laura Di Settimio e del sindaco Massimo D’agostino onorati e felici di rendere il giusto riconoscimento a un personaggio che ha rappresentato “la bonorvesità più autentica”, è stato il momento della proiezione del video documentario realizzato da Giovanna Ruggiu, con le testimonianze di amici, familiari e colleghi.

In ricordo di Antonio Sanna

La tavola rotonda moderata da Lucia Sechi ha preso il via con l’intervento di Attilio Mastino, che ha sottolineato quanto il paese di Bonorva dovesse aver giocato un ruolo fondamentale nella formazione di un uomo che avrebbe dato tanto alla lingua sarda. Il già rettore dell’Uniss ne ha ricordato l’importanza per il rinnovamento del Premio di poesia Ozieri e il tentativo di far entrare l’insegnamento del sardo nelle scuole.

Anche secondo Michele Pinna, direttore scientifico Is.Be, Sanna aveva rappresentato la svolta per il Premio Ozieri, sottraendo il concorso alle originarie visioni pionieristiche e ponendo seriamente il problema dell’elaborazione di un canovaccio di norma ortografica. Un canovaccio che, pur garantendo l’accesso a tutte le varianti locali, considerate una ricchezza, avrebbe rappresentato l’ossatura per la futura Limba Sarda Comuna.

I colleghi

Tra gli ex colleghi dell’intellettuale bonorvese, Leopoldo Ortu ha descritto i tratti fondamentali che ne caratterizzavano l’operato e in particolare la metodologia della ricerca storica. Ortu ha rievocato alcuni momenti di lavoro in comune e ha invitato a riscoprire le sue opere, tra le quali ha riproposto alcuni passaggi de “Il dialetto di Sassari”.

Secondo Maurizio Virdis, docente di Linguistica sarda nell’Ateneo cagliaritano, allievo di Antonio Sanna, parte dell’anima del suo maestro era rimasta in India, nel cui sostrato popolare aveva forse individuato affinità con la realtà sarda nella quale era cresciuto. Tuttavia la sua patria intima era rimasta sempre Bonorva.

La famiglia

Infine, è stata la figlia Nicoletta a smontare gli equivoci sulle idee del padre, contese tra le diverse scuole di pensiero che da sempre caratterizzano lo studio della lingua sarda. Una lingua che per Antonio rappresentava un patrimonio culturale dal carattere pluralistico, tutto da conquistare e non da subire. A chiarire gli aspetti sul titolo di Mahatma ricevuto in India da un consesso di saggi durante gli anni di prigionia, è stata invece l’altra figlia, Francesca.

Conclusioni

Dalle diverse testimonianze è emersa quindi la figura di un gigante che, come ha ricordato la presidente Is.Be Maria Doloretta Lai nell’intervento conclusivo, era votato a portare dentro le massime istituzioni scientifiche quanto già nasceva dentro il suo cuore.

Il suo contributo resta ancora vivo non solo per Bonorva ma per tutta la Sardegna.

 

Il convegno è stato realizzato grazie alla collaborazione con il comune di Bonorva, l’Assessorato alla cultura di Bonorva e alla Pro Loco.

Foto: Salvatore Taras

 

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