L’Ischis ma no l’Ischis 2019 – Cosa è successo a Orotelli

L'Ischis ma no l'Ischis Orotelli

L’Ischis ma no l’Ischis 2019 – Il racconto della giornata a Orotelli

 

Siamo arrivati alla chiusura delle attività del 2019 e anche quest’anno l’abbiamo fatto con il nostro evento annuale “L’Ischis ma no l’Ischis”. Domenica 15 dicembre a Orotelli è stata l’occasione per fare il punto sull’anno trascorso, il nostro trentesimo di attività, e consegnare gli attestati di partecipazione ai corsisti di Arzana, Bonorva, Gavoi, Girasole, Bolotana, Martis, Nuoro, Fonni, Pozzomaggiore, Sassari e Tula.

La mattinata è iniziata con l’esibizione a tenore de “Su Cuncordu de Oroteddi Terra ‘e oro” e con i saluti del Sindaco di Orotelli Giovannino Marteddu che si è espresso positivamente per le attività realizzate in collaborazione con il nostro Istituto.

Con il coordinamento della responsabile della formazione Is.Be, Daniela Masia Urgu, l’incontro è proseguito con il racconto di questi 30 anni di attività culturale dell’Istituto Bellieni che abbiamo ascoltato dalle voci del fondatore e Direttore Scientifico Michele Pinna e della Presidente Maria Doloretta Lai.

Proprio loro hanno colto l’occasione per presentare anche l’ultimo lavoro editoriale dell’Is.Be, il libro postumo del compianto Enzo Espa, “La risata dei muri vecchi. Su risu de sos muros betzos. Insulti, imprecazioni e ingiurie dei parlanti in lingua sarda logudorese”.

La consegna degli attestati e del premio “”Si moves sa limba, sa limba ti movet”

I momenti più attesi sono stati la consegna degli attestati ai corsisti di Lingua e Cultura Sarda dalle mani dei docenti Daniela Masia Urgu, Lucia Sechi, Francesca Sini, Adriana Cocco, Immacolata Salis e Ivan Marongiu. E per la prima volta sono stati consegnati dei “diplomi” ai corsisti di Martis che, frequentando il corso per 5 anni, hanno raggiunto un livello di competenza C1. Bravissimi!

Infine abbiamo consegnato il premio “Si moves sa limba, sa limba ti movet”, dedicato a progetti che promuovono e diffondono la lingua sarda in modo innovativo. A riceverlo i ragazzi di Sardware (Lisandro Beccu di Silanus, Gianfranco Fronteddu di Oliena, Luca Meloni di Mamoiada e Adrià Martin di Barcellona) che si occupano di tradurre applicazioni e programmi informatici in sardo. Il progetto è ancora in fase embrionale, finora sono stati tradotti telegram, facebook, un navigatore jps e sono in programma altre applicazioni. «L’idea è nata dalla volontà di avvicinare la lingua sarda agli strumenti della modernità e portarla sempre più alla portata dei giovani – hanno sostenuto i vincitori –. Con il sostegno anche da parte delle istituzioni si potrebbe fare meglio. Questo premio ci dà un po’ più di carica per proseguire nella giusta direzione». Noi ce lo auguriamo.

Al prossimo anno!

 

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