L’intolleranza nell’ignoranza

L’intolleranza nell’ignoranza
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Chi ha interesse aizza la bestia che è in noi e si sprigionano gli odi e le vendette. La riflessione di GB Sanna.

L’intolleranza nell’ignoranza fomenta i nostri istinti più bassi. Chi ha interesse aizza la bestia che è in noi e si sprigionano gli odi e le vendette; ci difendiamo dal cane rancoroso del pastore e dimentichiamo il pastore che lo ha mandato e fermo nello stazzo, dall’alto, controlla.

L’uomo da quando è stato creato si è abbandonato alla sua rovina. Da sempre noi occidentali siamo protagonisti e spettatori delle faccende dell’uomo, delle nostre perversioni, dei nostri dolori, delle nostre passioni. Se leggiamo la storia è una cronaca di guerre, soprusi, crimini, faide sino ai giorni nostri. Come nasce la violenza, come si sprigiona e perché gli incolpevoli devono subire l’aggressività dei criminali, mentre i potenti si proteggono e raramente soccombono e pagano per i crimini commessi?

Cerchiamo di capire per condannare. Si risolve il problema dei criminali terroristi uccidendo i terroristi; perché non comprendere come nascono i terroristi e come si deve combattere chi uccide e si vendica dell’Occidente, chi si proclama martire? E poi, sono veramente martiri? Dal punto di vista scientifico verifichiamo la causa e l’effetto.

Per brevità partiamo dalle Torri Gemelle. Quei kamikaze non sono martiri. Le Torri Gemelle sono il risultato di tanti e complessi fatti antecedenti. Non fu guerra di religione, non fu un attacco alla democrazia. Fu un avvertimento alla politica estera di George W. Bush; un amante tradito, giustamente, si è vendicato. Gli Usa sono i padroni, hanno installazioni militari in tutto il mondo, creano e disfano secondo la logica della convenienza; fanno nascere regimi, dittatori, monarchie, colpiscono i nemici e graziano gli amici. La tattica è sempre la stessa: la tattica dei Cesari, complotti, colpi di Stato, persecuzioni, assassinii e stragi di popolazioni in America, in Africa e Asia. La Us Navy staziona nella penisola araba, nei luoghi sacri dell’Islam. Per qualsiasi musulmano, sunnita o sciita, gli americani, che loro confondono con i cristiani, sono i nemici. Gli americani, i loro alleati e gli israeliani sono i cani che addentano e strappano le risorse e fanno prosperare i regimi amici. Chi si è messo contro ha fatto una brutta fine. Oggi resiste solo Bashar al Assad, che non è un santo. A questo punto sorge spontanea una domanda: perché siamo dipendenti dal petrolio? Quando mai gli scienziati dell’Occidente non riescono a trovare una fonte energetica alternativa? Che connessione esiste tra industria petrolchimica e industria bellica? Perché Finmeccanica vende armi ai paesi canaglia e poi Arabia Saudita, Emirati e Qatar siglano joint venture per investimenti in Italia e stanno per comprarsi la Sardegna? Perché in Italia la sinistra ufficiale sta, senza se e senza ma, con la politica neoliberale delle banche di affari e delle multinazionali e sottobanco sigla accordi criminali con l’Iran, che si oppone all’ISIS, e con gli stati finti amici Arabia Saudita e Qatar, che riforniscono, assieme ad Israele, di armi, denari e assistenza logistica i criminali dell’ISIS? Poi apriamo la porta di casa ai disperati che fuggono, anzi andiamo a prenderli nel Mediterraneo per mostrare la nostra umanità. Che fine hanno fatto le marce della sinistra contro la stupida guerra americana in Vietnam e in Afghanistan? Chi sono questi terroristi? Non sono terroristi i miliardari qatarini che stanno invadendo la Sardegna e che noi imploriamo di farci ricchi; eppure nella loro terra esiste una feroce dittatura, le donne sono schiave, lapidano i ragazzini, incarcerano nelle loro tremende prigioni, fucilano i dissidenti e banchettano nelle grandi metropoli che hanno costruito e oltraggiosi sui mega yacht che ormeggiano in Costa Smeralda. Non sono terroristi neppure i ricchi uomini di affari italiani che arrivano con i denari per convincere i politici di quel paese a installare una fabbrica chimica, un’azienda agricola, innalzare una diga, a estirpare una foresta o a cementificare il deserto. L’immagine del terrorista che ci viene trasmessa è il musulmano feroce, fanatico, con la barba lunga che gridando “Allah Akbar” uccide se stesso e migliaia di innocenti, o il palestinese che con una cintura imbottita di dinamite si fa esplodere in mezzo alla folla.

musulmaniParliamo di noi, dell’Occidente, della nostra Europa, dell’Italia. Parliamo per capirci meglio. Tutte le città europee sono piene di musulmani che appartengono alla prima o alla seconda generazione di immigrati e la metà sono sotto i 25 anni di età e i governi ne vogliono altri. Nelle “banlieue”, nei centri storici, nelle periferie c’è il più alto grado di disoccupazione, i giovani formano bande di delinquenti, circolano impuniti, di giorno e di notte sono padroni del territorio, la polizia ha paura di penetrarvi, vive la protervia e la forza criminale. Allora l’Islam è percepito dal cittadino comune come la più grande sfida al suo normale modello di vita, una minaccia, non solo ai valori occidentali conquistati con millenni di lotte e qui gli Imam sfoderano la loro capacità persuasiva e incitano all’odio, questa volta odio di religione, perché l’Islam è puro. Nei ghetti delle città europee fa proseliti il bandito criminale dell’Isis, perché è la speranza che l’Islam dà a chi non ha speranza. Allah è grande, è scritto, distruggerà gli infedeli. Gli infedeli siamo noi e andiamo puniti. La grande sinistra democratica, formatasi nelle lotte per l’uguaglianza dei popoli, per i diritti della persona, in questo groviglio non tentenna, si schiera decisamente per la distruzione dell’Occidente, della sua antica cultura, del suo popolo, dei suoi simboli. Che qualche intellettuale avesse letto “Repubblica” di Platone. La finta sinistra si compiace nel nuovo sistema preteso dalle multinazionali, dalle banche di affari, dai venditori di armi (l’Italia dopo gli Usa è il più grande venditore di armi del mondo), che altra carne da macello deve arrivare da mettere sul banco nella creazione di cooperative, nella costruzione di case, nell’accoglienza, nella distruzione di risorse e dimentica che i nuovi arrivati sono e resteranno musulmani e che per loro diritto vogliono restare nell’Islam. Allora i governi populisti inventano l’uguaglianza demolendo i diritti acquisiti. E loro non sono uguali a noi che siamo marci, loro sono puri, lo dice il Corano, lo ripetono gli Imam e pretendono la Sharìa. E i governanti vigliacchi, seguendo i diktat perversi di chi li comanda, aboliscono la nostra cultura, le nostre lotte, la nostra sofferta e appena conquistata democrazia. La nuova repubblica cancella i simboli che l’hanno creata, anche cristiani, dalle scuole, dagli uffici pubblici, dalla mente dei semplici e prospetta vagabondi concetti di fratellanza universale e nella metamorfosi, trasformano il nostro diritto alla libertà in un guazzabuglio di miserande prospettive. Che nasca un censore che dica che chi portiamo in casa non sono i nostri schiavi di domani bensì i nostri nemici che ospiti ci odiano ancora di più, ché non sono felici di essere stati deportati nelle nostre terre, ché per diritto divino, gli hanno insegnato i padri, spettano a loro.

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