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ATTUALITÀ POLITICA - Rubrica di approfondimento


Intervista ad Antonello Peru, consigliere regionale Regione Autonoma della Sardegna. A cura di Michele Pinna

Introduzione

“Attualità politica” è la nuova rubrica di Sesuja online, con la quale diamo inizio ad una serie di interviste e riflessioni. Ci confronteremo con personaggi ed esponenti della vita politica, istituzionale e non, che operano nel territorio isolano, facendosi protagonisti del dibattito pubblico, caratterizzando e segnando la sua cifra e costituendone i presupposti, sia per quanto riguarda il modo di essere della democrazia odierna, sia le declinazioni della rappresentanza politica.

Intervista

Inauguriamo la rubrica con l’intervista ad Antonello Peru. Originario di Sorso, alla terza legislatura nel Consiglio regionale della Sardegna, ha totalizzato, nelle sue tre elezioni consecutive, una media di oltre seimila voti ad elezione.
Tanti, se si considera il sistema elettorale basato sulla preferenza unica, rispetto a quando altri esponenti della provincia di Sassari contavano, con il sistema delle quattro preferenze, dodicimila e quattordicimila voti.

Gli chiediamo quale sia il segreto del suo consenso e il richiamo dei suoi successi elettorali nonostante sia stato “pizzicato” dalla giustizia.

In maniera molto spigliata ed insieme pacata, di chi sa il fatto suo, Peru risponde: “dopo il carcere, per il quale arresto attendo ancora di conoscere il giudizio di merito, a seguito di una sentenza definitiva, oltre i rumors giornalistici e i tentativi di linciaggio morale da parte di alcuni organi di
informazione, il mio consenso elettorale si è incrementato. Gli originari cinquemila e seicento voti sono diventati circa ottomila e cinquecento. Io sto tra la gente, ascolto gli elettori, interpreto i loro bisogni e li traduco in azioni politiche che evidentemente riscuotono consenso. Faccio male?
Sbaglio o dovrei, una volta eletto, dimenticarmi di coloro che rappresento e barricarmi nel Palazzo?
Credo che la vera rappresentanza politica si eserciti in questo modo, non ne conosco, finora, un altro migliore”.

D: Chi sono i suoi elettori?
R: “I miei elettori sono uomini, donne, professionisti, gente che lavora e persone senza un’occupazione; sono i pazienti che si recano negli ospedali per curarsi e chiedono una sanità puntuale, precisa, efficiente; così come chi viaggia per motivi di studio e di lavoro ed anche per diporto, o di chi va negli ospedali della terra ferma, chiede una rete di trasporti interna e una rete da e per il continente che funzioni e che abbia dei costi accessibili alle tasche di tutti”.

Oggi Antonello Peru è impegnato in Consiglio regionale e nel suo territorio di appartenenza su tre fronti:

  • inserire il territorio del sassarese nel progetto delle città metropolitane;
  • varare una riforma sanitaria rispondente alle esigenze del territorio, meno burocratica e più efficiente nelle risposte terapeutiche, nei servizi assistenziali ma anche con un grande lavoro nel settore della prevenzione;
  • portare avanti un progetto di “Zona franca” che riconfiguri lo sviluppo dell’Isola a partire dal turismo, dalle risorse culturali e ambientali, dal problema della lingua sarda come motore di una moderna identità e di un modello di sviluppo che valorizzi le risorse umane.

R: “Finora abbiamo dovuto tamponare le emergenze derivanti dal Covid ma spero che a partire dal mese di settembre questa maggioranza, ed io con essa, lavorerà per varare al più presto una legge di bilancio che abbia una connotazione politica a largo raggio. Il mio impegno vede nel prossimo futuro una moneta parallela all’Euro che possa incrementare nuova ricchezza per i sardi e nuove risorse finanziarie per l’erario regionale. Mi sto facendo promotore, con un pool di esperti e di economisti, di una proposta di legge in tal senso che porterò presto in Consiglio regionale.
A partire da settembre il nuovo strumento di finanza regionale dovrà essere in grado di dare risposte agli operatori culturali, agli operatori del settore agropastorale, a tutti quei motori di sviluppo senza i quali, per i sardi, non ci potrà essere un futuro.
La mia idea di Città metropolitana non è un’idea campanilistica, una contrapposizione tra il Nord e il Sud dell’Isola, ma un’idea di riequilibrio dei territori, che sottragga quelli rimasti più indietro, specialmente i comuni delle zone interne, rispetto ai centri urbani e rispetto ai vecchi modelli d’industrializzazione che avevamo conosciuto nel passato.”

Antonello Peru viene dalla Romangia, da quel territorio che ha dato alla provincia di Sassari protagonisti della politica come Cottoni, della cultura come Borio, della vita amministrativa, ma anche della carica umana come Bonfigli; e però dinanzi a queste figure che ormai sono negli archivi della storia, egli si schermisce e del Cottoni ne critica alcune scelte politiche infrastrutturali che non hanno giovato al territorio.
R: “La litoranea, ci dice, ha tagliato fuori i paesi di Sorso e di Sennori. Una scelta modernista, più che moderna. Non sempre la velocità porta allo sviluppo. In questo caso ha portato i due centri nevralgici della Romangia all’isolamento. Ogni errore, purtroppo, è figlio del suo tempo. Bisogna stare attenti a non fare gli stessi errori.”

Antonello Peru ha una sensibilità che pare essere molto rispettosa dei tempi lenti, dei tempi di cui l’uomo ha bisogno per ritrovare se stesso e rigenerarsi; i tempi antichi di un’antica civiltà qual è quella sarda.

R: “Lo sviluppo, la ricchezza, il progresso non possono mai sovrastare l’uomo né possono snaturarne la sua essenza” ci dice.
E la convinzione con cui lo dice, le argomentazioni che adduce in tale direzione appaiono credibilissime e solide nel loro impianto culturale. Sembra proprio un uomo politico d’altri tempi che si proietta nel futuro assumendo come punto d’appoggio le solide radici di un passato da rivisitare e da rimeditare.

Mentre le ascolto nella Hall del Leonardo Da Vinci, in via Roma a Sassari, mi sembra di sentire un liberale d’altri tempi, ma anche un uomo di profondi sentimenti religiosi votato all’impegno civile come azione protesa alla realizzazione del bene comune.
Un uomo per il quale il potere “ non può mai diventare uno strumento di dominio personale, di leadership fine a se stessa, ma uno strumento di umiltà al servizio di tutti”.

Nato politicamente nelle file di Forza Italia, oggi Peru fa parte del gruppo consiliare dell’UDC ma rispetto ai vecchi democristiani, ai vecchi socialisti, ai vecchi forzisti ed ai vecchi autonomisti, ha qualcosa che lo distingue e lo caratterizza in maniera singolare che certamente farà ancora parlare di lui negli scenari della vita politica isolana.