Di Mario Marras Quanto può essere importante seguire un laboratorio linguistico? E se la lingua interessata è parlata soltanto in una parte del territorio?
A questa domanda si può rispondere in tanti modi. Ma qui parliamo solo della lingua sassarese o turritana, che si parla a Sassari, Sorso, Porto Torres e Stintino, cioè la Sardegna di nord ovest. Trattandosi di una lingua che rischia di perdersi per tanti motivi, impegnarsi a fare un laboratorio per chi vuole impararla o migliorarla, è davvero importante, perché può essere un grande aiuto per tenere viva l’identità, la parlata e le regole ortografiche.
Ed è proprio la questione dell’ortografia a interessare il sassarese, perché per tanto tempo chi ha scritto in questa lingua non seguiva una regola precisa, con la convinzione di fare sempre la scelta più giusta. E così si poteva leggere la stessa parola scritta in due o tre modi diversi, come balconi, balchoni, baschoni, giusto per esemplificare.
La scelta di fare un laboratorio per apprendere le regole necessarie per scrivere correttamente è stata di enorme importanza, c’erano tanti che non aspettavano altro e che hanno partecipato ai laboratori, iniziati almeno dal 2023, da quando era disponibile lo Standard ortografico del sassarese.
In queste occasioni si è capito quanto tutto questo fosse importante: le persone, non tutte giovani ma tutte molto impegnate e curiose hanno voluto impegnarsi per capire quanto fosse bello imparare meglio la lingua e le sue regole grammaticali, ma soprattutto quelle che riguardano l’ortografia. Gli allievi venivano da esperienze diverse, c’era chi parlava meglio e chi non aveva mai sentito certi vocaboli, chi aveva sempre parlato in un modo, sicuro di essere nel giusto, e chi invece diceva qualcosa di diverso. E proprio da queste discussioni e dal confronto è stato più facile giungere a quella che era la soluzione del problema: nessuno ha fatto il protagonista, non c’è stata voglia di fare i primi della classe, ma ciascuno ha potuto dire la sua opinione senza timore, sapendo che c’era il rispetto degli altri. Al termine dei laboratori, tutti hanno migliorato nella grafia e anche nella conoscenza dei più importanti poeti e scrittori in lingua sassarese, avendo letto opere pubblicate dal 1770 ad oggi, prendendo cosi coscienza dei cambiamenti della lingua e leggendo parole che non si usano più e parole nuove entrate nella lingua che si parla oggi.
Questi sono i motivi che confermano quanto beneficio possano portare i laboratori linguistici, che vanno frequentati senza il timore che si tempo perso: al contrario, sono un gesto di coraggio e servono a mantenere viva la tradizione e forte l’identità.
Mario L. Marras